Testi dell'artista
| LA VITTORIA DEL BIANCO - 2007 | ||
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Quella sera un bel gruppo di colori si radunò: erano troppe le cose da discutere. Non c’era la maggioranza legale, perché si sa i colori si moltiplicano all’infinito, però erano presenti i colori più tenaci, i più decisi, quelli di maggior personalità, e c’erano tutti anche i più furbi. Le personalità più spiccate volevano ad ogni idea avere il sopravvento. Il Rosso di cadmio chiaro si alleò subito con lo scuro, col medio, col Carminio e addirittura con l’Arancio per dettare legge ed essere sempre e dovunque il protagonista. Il Blu decise di unirsi al Verde e vinse decisamene sul tema della collina. Si stabilì anche che il Giallo non sarebbe mai riuscito a stare nel dipinto da solo, è per sua natura troppo luminoso. Al Viola fu addirittura vietato, democraticamente, di intervenire e gli si concesse una sola pennellata per quadro e col pennellino n.2. L’Oro e l’Argento si imposero bene: controllavano i rossi, spegnevano i gialli e mandavano i riflessi senza alcun ritegno come uno specchio al sole. In questa assenza di una linea guida, di un tracciato, di una meta precisa il Bianco si ritrovò carico della sua energia primordiale che era stata assopita per parecchio tempo e divenne il padrone della situazione. Si sentiva orgoglioso, era la somma di tutti i colori, non aveva difficoltà a sostenere i muri scalcinati, il silenzio, il vuoto, l’infinito, l’ordine. E così il Bianco si sentì veramente con la B maiuscola, anche perché poteva candidamente diventare Bianco calce, Bianco di titanio, di piombo, di platino, lucido-opaco-satinato, addirittura Bianco su Bianco. Si era trovato, senza quasi accorgersene, ad essere il vero leader di tutti i colori compresi gli assenti. Ho scritto questo racconto surreale in un periodo in cui i quadri erano dominati dal bianco. |
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