DONATELLA ZUCCA – ENZO ARCHETTI la materia, la luce e l’anima del dipingere (gennaio 2026)

Artista bresciano di lunga esperienza, Archetti rinnova la pittura materica intrecciando materiali, simboli e figure femminili. Un linguaggio poetico che indaga vita, tempo, infinito ed equilibrio interiore ed esteriore.

Settantanove anni, originario di Monticelli Brusati nel Bresciano, Enzo Archetti è uno degli artisti italiani che più hanno contribuito a rinnovare la pittura materica negli ultimi decenni. La sua carriera, costruita tra sperimentazione tecnica e una ricerca poetica sempre più intensa, lo ha portato a esporre in settanta mostre internazionali, da Tokyo a Beirut, da New York a Sydney, passando per Londra, Parigi, Francoforte e le principali città italiane. La sua opera si inserisce idealmente nella scia dei grandi protagonisti del Novecento che hanno trasformato il linguaggio materico – dallo spagnolo Antoni Tàpies al francese Jean Dubuffet, fondatore dell’Art Brut, fino a Karel Appel del movimento CoBrA – pur rielaborandone lo spirito in modo profondamente personale. Archetti costruisce i suoi dipinti attraverso materiali diversi, intrecciando registri informali e figurativi. Ricorrente, quasi totemica, è la figura femminile: occhi e labbra che diventano musa, simbolo poetico, presenza dominante. Dai paesaggi ai temi dell’Eden, dal concetto d’infinito allo scorrere della vita fino a una umanità in viaggio – come nel ciclo La gente va – il suo percorso creativo segue un filo fatto di contrasti, vibrazioni e tensioni interiori. Contrasti che, come suggerisce il video del 2020 Equilibrio Luminoso, sembrano cercare una forma di armonia tra dentro e fuori, luce e ombra, presenza e mistero.

ENZO ARCHETTI la materia, la luce e l’anima del dipingere -

Enzo Archetti Assemblaggio 50x70x4 tele e corde 2024

La pittura materica rientra tra nuove modalità di creazione e percezione dell’arte connesse col tangibile, nel suo caso un mix di materiali e tecniche. Quale la ragione e il messaggio di questi pout- pourri? “La vita mi sembra un percorso fatto di grande leggerezza ma anche di difficoltà pesanti. Mi è maturato quindi in modo spontaneo inserire il materico come per rafforzare gli imprevisti, i temporali della vita spesse volte visti in lontananza o nella parte bassa del quadro. In alto o a destra del dipinto si susseguono le situazioni migliori”.

 Tra i materiali e le tecniche ci sono delle scelte che prevalgono?  Se sì perché? “Tra i materiali trovo grande soddisfazione quando inserisco i fili lineari, le corde ingarbugliate, le lastre di ferro arrugginite, perché parlano già da soli senza dover troppo spiegare. Per quanto riguarda le tecniche utilizzo molto l’acrilico che rendo più pastoso con gesso, sabbia di mare, quarzo. Quando invece descrivo il Tempo che ci sovrasta, che logora ma non cancella, faccio la preparazione a fresco perché mi riporta immediatamente indietro nel tempo”.

Sino a che punto le tue creazioni sono ricerca e fino a che punto pure opere d’arte? “Questo non saprei…”

Il paesaggio nell’ipotesi di un suo futuro, la donna lirica e inquietante, le seduzioni arcane e dominanti del tempo. Sbaglio o in ogni tua opera c’è il tutto e il nulla, il fronte e il retro della stessa medaglia? “É vero, c’è il tutto e il nulla. Tutto tende a muoversi, a vibrare, tutto mi piacerebbe fosse in movimento sia attorno alle figure che alle cose. Anche perché nell’Armonia del cosmo tutto è interconnesso (per me s’intende”).

Contrasti che hanno una ragione d’essere o a cui vorresti dare degli equilibri come dice il titolo del video “Equilibrio luminoso” del 2020? “L’Equilibrio luminoso è stata la miglior ricetta e terapia per superare gli anni della pandemia, senza lasciarsi troppo contagiare dal sistema”.

Quali sono le opere in cui esplori maggiormente il concetto d’infinit0? “Quelle in cui riesco a rendere l’effetto aria, spazio, immensità, luce”.

Quali quelle sullo scorrere della vita? “Lo scorrere della vita lo rendo al meglio quando utilizzo tecnica e materiali che hanno a che fare con i muri, le rotture, i tagli, le cuciture….”

La figura femminile è sempre la stessa, cambiano solo un po’ l’atteggiamento delle labbra e il trucco degli occhi. Quale e dove è il significato? “Forse sfrutto la donna perché è più armoniosa rispetto all’uomo, più dolce, ma anche più energica ed espressiva, per rendere le mie aspettative, i miei sogni, i dubbi…”

In “Equilibrio luminoso” l’opera Luce è una striscia arancione su fondo grigio scuro graffiato da piccolissimi segni grafici neri. Cosa simboleggiano l’insieme e i segni grafici? “Nell’opera “Luce” di cm 80×82, costituita da 3 tele, di cui quella arancione fluorescente è sotto le altre 2, quasi a indicare che la luce viene da altre parti, da lontano, mentre il grigiore che c’è davanti, ha i segni delle tacche del tempo che passa”.

ENZO ARCHETTI la materia, la luce e l’anima del dipingere -

Enzo Archetti Luce 64x74x5 tela 2023

Nelle tematiche d’Infinito, prevale la donna in tutta la sua bellezza e dolcezza. È una figura dominatrice o una sorta di angelo che accompagna i momenti della vita?  “É una figura che ha consapevolezza del vivere (infatti a tutte metto il terzo occhio viola in fronte), ma il nostro mondo è tanto ricco di sorprese e imprevedibile, che l’umanità continua a cercare oltre per poter avere qualche possibile certezza”.

In La Gente Va, si vede un’umanità di spalle sull’orlo di quello che sembrerebbe un baratro o in cammino on the edge.  È un richiamo ai pericoli della vita o all’on the edge delle correnti artistiche d’avanguardia? “É una visione di contemplazione dello spazio. La cresta della collina mi permette meglio di immaginare, sognare e anche di meditare”.

In Verso l’età dell’oro, l’oro non è suggerito, ma come fosse presente in tutta la sua concretezza e la donna come l’oro ne è protagonista. Perché? “Perché è troppo preziosa”.

link: ARTE, LUSSO E SENSORIALITÀ Le nuove frontiere dell’estetica contemporanea – Ili Editore

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